Compri pomodori insipidi al supermercato che non sanno di niente? Coltivarli nell’orto risolve definitivamente il problema. Il pomodoro è l’ortaggio più amato dagli italiani, produce per mesi e trasforma ogni piatto con il suo sapore unico. Un solo metro quadro di orto fornisce pomodori quotidianamente per tutta la famiglia da giugno a ottobre. Esistono centinaia di varietà diverse: dal cuore di bue carnoso al San Marzano da salsa, dai ciliegini dolci ai pomodori neri ricchi di antiossidanti. In questa guida scoprirai quali varietà coltivare in base ai tuoi gusti, come seminarli e trapiantarli correttamente, le cure essenziali e come difenderli da malattie per raccolti generosi.
Indice
- Varietà di pomodoro e come scegliere
- Semina e trapianto al momento giusto
- Sostegni robusti e legature regolari
- Irrigazione abbondante senza eccessi
- Concimazione generosa per produzione continua
- Potatura e sfemminellatura essenziali
- Coltivazione in vaso sul balcone
- Malattie fungine e prevenzione
- Parassiti e difesa biologica
- Raccolta scalare da giugno a ottobre
- Coltiva i tuoi pomodori oggi
Varietà di pomodoro e come scegliere
Il mondo dei pomodori è vastissimo con centinaia di varietà che si differenziano per forma, colore, sapore e uso in cucina.
Pomodori da tavola per insalate: Il cuore di bue è il re indiscusso, con polpa carnosa, pochi semi e buccia sottile che lo rendono perfetto tagliato a fette. Ogni frutto pesa dai 300 ai 600 grammi. Il costoluto fiorentino ha superficie con grinze caratteristiche, è croccante, aromatico e dolce. Il pomodoro cencara è molto rustico, resiste al freddo ed è indicato per coltivazioni settentrionali. Il tondo verde ha polpa succosa dal sapore acidulo, perfetto in caprese.
Pomodorini dolci e produttivi: I ciliegini sono amati dai bambini, dolcissimi e perfetti anche per chi ha poco spazio. I datterini hanno frutti ancora più dolci con pianta leggermente più contenuta. Il black cherry è un ciliegino nero che stupisce per colore e sapore intenso. Il Piccadilly ha pianta compatta con frutti oblunghi, rosso vivo e sapore dolce. Il piennolo del Vesuvio DOP si conserva in grappoloni e ha perfetto equilibrio tra acidità e dolcezza.
Pomodori da salsa e conserve: Il San Marzano è il classico per eccellenza, ideale per conserve grazie a polpa poco fibrosa, quasi priva di semi e sapore poco acidulo. Esiste anche la versione San Marzano nano con pianta piccola che non necessita di tutore. Il Rio Grande ha forma ovale ed è ottimo per salse. Il corbarino è piccolo, piriforme, perfetto per conserve gustose. Lo scatolone è una varietà laziale tradizionale, allungata e vuota all’interno, ideale per sughi e pomodori ripieni.
Varietà antiche resistenti: Il pomodoro seccagno resiste eccezionalmente all’aridità con piante piccole e pochi bisogni. Il principe borghese è poco soggetto alle malattie, ottimo per pomodorini secchi. Il camone sardo resta screziato di verde anche maturo, ha buccia sottile e sapore eccezionale.
Pomodori colorati: I pomodori neri come il nero di Crimea sono ricchi di licopene antiossidante. I pomodori gialli sono meno acidi e più dolci dei rossi, perfetti per salse delicate e conserve gourmet. Il datterino zebrato mantiene striature verdi anche a maturazione con sapore acidulo croccante.
Scegli cuore di bue per insalate, San Marzano per salse, ciliegini per snack continui e varietà antiche per resistenza.
Semina e trapianto al momento giusto
Il pomodoro va seminato in semenzaio protetto e trapiantato quando le temperature sono stabili.
Semina in semenzaio: Semina tra febbraio e marzo in ambiente caldo a 24 gradi. Il seme germina in circa una settimana. Usa terriccio specifico per semine: le piantine crescono grazie alle riserve del seme fino al trapianto. Quando hanno 4-5 foglie vere, trapianta in vasetti più grandi per farle irrobustire.
Quando trapiantare: Aspetta che le piantine siano alte circa 30 cm in fase di prefioritura e che le temperature minime notturne siano stabilmente sopra i 15 gradi. Generalmente si trapianta a maggio ma dipende dalla zona: al sud anche ad aprile, al nord meglio metà maggio. Il pomodoro teme il gelo: una gelata tardiva può distruggere tutto.
Preparazione terreno: Lavora bene il suolo con zappa e rastrello, rompi le zolle, togli sassi e radici di altre piante. Il pH ideale è 6, il terreno deve essere sciolto, drenante e ricco di sostanza organica. Prima del trapianto distribuisci 6 kg di compost maturo o 0,6 kg di stallatico pellettato per metro quadro su tutta la superficie. Il letame maturo è sempre meglio del pellet perché migliora anche la struttura del suolo.
Distanze corrette: Per pomodori a crescita indeterminata (quelli da orto che crescono continuamente) mantieni 70 cm tra le file e 50 cm sulla fila tra le piante. Disponi le piantine con i fiori rivolti all’esterno dell’aiuola per facilitare la raccolta. Per varietà a portamento determinato che smettono di crescere serve più spazio: 120 cm tra le file e 70 cm sulla fila perché si sviluppano in orizzontale.
Sostegni robusti e legature regolari
Il pomodoro necessita di supporti solidi per sostenere il peso dei frutti man mano che crescono.
Sistema a bina: Fai due file appaiate di pomodori, infila un palo robusto accanto a ogni pianta e incrocia i sostegni in alto legandoli insieme. Questo sistema guadagna stabilità e una parte delle piante non subisce traumi alle radici durante l’inserimento dei pali.
Tutori singoli: Puoi usare canne di bambù, pali di legno o tutori a spirale metallici. Inseriscili vicino al fusto al momento del trapianto quando le radici non sono ancora espanse.
Legature fondamentali: Ricordati di legare il fusto man mano che cresce, operazione spesso trascurata ma fondamentale. Usa rafia o spago morbido formando un otto tra palo e fusto per non danneggiare la pianta. Ripeti ogni 20-30 cm di crescita.
Irrigazione abbondante senza eccessi
Il pomodoro ha discreto fabbisogno idrico ma odia ristagni e foglie bagnate.
Quanta acqua: Nell’orto servono 600-900 litri per metro quadro durante tutta la stagione, compresi quelli che cadono come pioggia. Un millimetro di pioggia equivale a un litro d’acqua per metro quadro. Se non piove annaffia 1-2 volte la settimana abbondantemente in profondità.
Come annaffiare: Irriga sempre alla base della pianta evitando assolutamente di bagnare foglie e frutti. L’umidità persistente sul fogliame è il principale fattore di rischio per peronospora e malattie fungine. Annaffia la sera o al mattino presto, mai nelle ore più calde. Mantieni il terreno costantemente umido ma non inzuppato.
Evita sbalzi idrici: Irrigazioni irregolari con alternanza tra siccità e abbondanza causano marciume apicale (culo nero del pomodoro) e spaccature dei frutti. Meglio annaffiare regolarmente con quantità moderate che lasciare seccare e poi inondare.
Concimazione generosa per produzione continua
Il pomodoro è esigente e richiede nutrimento prolungato dato che resta in campo da maggio a settembre.
Concimazione di fondo: Prima del trapianto distribuisci abbondante sostanza organica come già indicato. Il pomodoro è abbastanza ingordo e ha bisogno di terreno ricco.
Durante la crescita: Se hai distribuito stallatico al trapianto, in estate aggiungi ancora qualche manciata ogni 4-6 settimane intorno alle piante. Integra con macerati di ortica e consolida ogni due settimane per un nutrimento naturale continuo.
Potassio per frutti dolci: Quando iniziano a formare i frutti il potassio diventa protagonista. Aiuta i pomodori a maturare uniformemente, migliora la consistenza e intensifica il sapore. Usa fertilizzanti con buon apporto di potassio e verifica la presenza di calcio per prevenire il marciume apicale.
Attenzione agli eccessi: Troppo azoto causa crescita eccessiva di foglie con poco profumo, rende i tessuti teneri e suscettibili alle malattie. Usa concimi equilibrati con fosforo e potassio oltre all’azoto.
Potatura e sfemminellatura essenziali
Potare correttamente il pomodoro aumenta drasticamente la produzione concentrando le energie sui frutti.
Sfemminellatura settimanale: La pianta produce germogli all’ascella tra fusto e foglie chiamati femminelle o cacchi. Vanno recisi vicino alla base appena possibile con forbici disinfettate o con l’unghia. Disperdono energia che altrimenti andrebbe ai frutti. Stesso discorso per i succhioni che crescono alla base della pianta. Controlla settimanalmente perché crescono velocemente.
Rimozione foglie basse: Quando la pianta è ben cresciuta rimuovi progressivamente le foglie sotto il primo grappolo di pomodori e quelle che toccano il terreno o sono ingiallite. Questa pratica migliora l’aerazione e riduce il contatto del fogliame con patogeni presenti nel suolo.
Cimatura a fine estate: A settembre cima il germoglio centrale lasciando che la pianta si concentri sui frutti esistenti piuttosto che allungarsi ulteriormente. I frutti già formati matureranno prima delle prime gelate. Le varietà a crescita determinata non vanno mai cimate perché smettono da sole di crescere.
Coltivazione in vaso sul balcone
Chi non ha un orto può coltivare pomodori in vaso con ottimi risultati seguendo alcuni accorgimenti.
Varietà compatte: Prediligi ciliegini, datterini, Piccadilly, balcone greco e San Marzano nano. Evita varietà gigantesche come cuore di bue o patataro che producono frutti enormi inadatti al vaso.
Vaso capiente: Serve minimo 30 cm di diametro e altezza, meglio se 40 cm per varietà più grandi. Il pomodoro ama radici libere e profonde: vasi piccoli limitano drasticamente la produzione.
Terriccio ricco e drenante: Usa terriccio universale biologico di ottima qualità arricchito con stallatico pellettato o humus di lombrico. Sul fondo distribuisci uno strato di 3-4 cm di argilla espansa o ghiaia per drenaggio perfetto. I ristagni nel sottovaso sono letali.
Cure intensive: In vaso le sostanze si esauriscono rapidamente e l’acqua evapora velocemente. Concima ogni 2-3 settimane con fertilizzante biologico liquido sciolto nell’acqua. Annaffia generosamente quando il terreno è asciutto in superficie, elimina l’acqua dal sottovaso dopo 15-20 minuti. In piena estate può servire irrigazione quotidiana.
Sole abbondante: Posiziona in pieno sole per almeno 6 ore al giorno. Più sole ricevono più i frutti saranno dolci e saporiti.
Malattie fungine e prevenzione
Il pomodoro è soggetto a diverse malattie che vanno prevenute con pratiche colturali corrette.
Peronospora: La più comune e devastante. Si manifesta con ingiallimento delle foglie che passa al brunastro, poi chiazze a cerchi concentrici sui frutti. Colpisce da metà agosto con umidità notturna e temperature favorevoli. Prevenzione: non bagnare mai le foglie, garantire circolazione d’aria con giuste distanze e potature, rotazione colturale. Si contrasta con poltiglia bordolese o prodotti a base di rame.
Alternaria: Simile alla peronospora, inizia con ingiallimento fogliare poi macchie scure e marciume nei frutti. Trattamenti preventivi con rame aiutano.
Marciume apicale (culo nero): Macchia nera sull’estremità inferiore dei frutti. Non è una malattia ma una fisiopatia causata da carenza di calcio, irrigazioni irregolari, eccesso di azoto o salinità elevata nelle acque. I frutti colpiti non sono recuperabili. Si previene con irrigazioni regolari, concimazione equilibrata e integrazione di calcio.
Fusarium: Provoca morte rapida delle piante che si seccano dopo essere appassite. Aprendo il fusto si notano capillari neri segno dell’infezione. La pianta va eliminata prontamente e bruciata prima che si diffonda.
Rotazione colturale fondamentale: Non coltivare pomodori dove sono già stati coltivati nei due anni precedenti. Evita anche altre solanacee come melanzane, peperoni e patate. Le spore delle malattie restano nel terreno per anni.
Parassiti e difesa biologica
Diversi insetti possono attaccare i pomodori riducendo il raccolto.
Afidi: Pidocchi che colonizzano germogli e foglie, trasmettono virosi e fanno accartocciare le foglie. Combattili con macerato di ortica, sapone di Marsiglia diluito o piretro naturale. Favorisci le coccinelle che sono instancabili predatori naturali.
Nottue: Larve di falene che escono dal terreno di notte e mangiano la parte aerea soprattutto al colletto. Si combattono efficacemente col bacillus thuringensis biologico.
Cimici: Rovinano i frutti punzecchiandoli e succhiando la linfa. Scova e distruggi i nidi per controllarle. Le uova sono deposte sotto le foglie in gruppi caratteristici.
Raccolta scalare da giugno a ottobre
I pomodori si raccolgono per tutta l’estate fino alle prime gelate autunnali con maturazione scalare.
Quando raccogliere: Da fine giugno per tutta l’estate fino a quando in autunno il gelo mette fine alla pianta. Capire quando cogliere è semplice: basati sul colore del frutto che generalmente diventa rosso intenso. I pomodori maturi si staccano facilmente con leggera torsione.
Raccolto continuo: Le varietà a crescita indeterminata producono continuamente con maturazione scalare, ideali per l’orto famigliare che porta verdura fresca in tavola per mesi. Controlla ogni 2-3 giorni durante il picco produttivo di agosto.
Ultimi frutti: I pomodori che non riusciranno a maturare sulla pianta prima delle gelate possono essere raccolti verdi e fatti maturare al chiuso avvolti in carta di giornale. Maturano lentamente ma completano il processo.
Coltiva i tuoi pomodori oggi
Il pomodoro trasforma l’orto con profumo e sapore unici, regalando raccolti generosi che valgono ogni sforzo. Niente comprato al supermercato può competere con il sapore di un pomodoro maturo raccolto dal proprio orto.
Inizia seminando in febbraio-marzo in ambiente caldo o acquista piantine pronte a maggio. Prepara il terreno con abbondante compost maturo. Trapianta quando le temperature minime notturne sono stabilmente sopra i 15 gradi mantenendo 50 cm sulla fila e 70 cm tra le file. Installa subito i sostegni robusti e lega man mano che cresce. Annaffia 1-2 volte a settimana alla base senza bagnare le foglie. Sfemminella settimanalmente togliendo i germogli ascellari. Concima ogni mese con stallatico o macerati. Raccogli da giugno a ottobre quando i frutti sono completamente colorati.
Il pomodoro chiede sole abbondante, acqua regolare e cure costanti. E regala frutti succosi che trasformano ogni piatto. Inizia oggi.



